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Nell'ambito delle iniziative legate alla Giornata della Memoria 2019, il Dipartimento di Lettere del Liceo “Da Vinci” ha organizzato attraverso Demea Cultura un incontro per il 12 febbraio  con la scrittrice Lia Levi, che terrà un intervento in Aula Magna con alcune classi del Liceo che hanno letto il suo libro “Questa sera è già domani”, vincitore del Premio Strega Giovani 2018; il pomeriggio alle 17.30 l’incontro sarà pubblico e rivolto a docenti, studenti, famiglie e a tutta la cittadinanza interessata.

Lia Levi nasce a Pisa da una famiglia piemontese di origine ebraica. Al principio degli anni ’40 la famiglia si trasferisce a Roma, dove la scrittrice vive tuttora e ha diretto per trent'anni il mensile ebraico Shalom. Da bambina ha dovuto affrontare i problemi della guerra e della persecuzione razziale. Dopo l’8 settembre 1943 riuscì a salvarsi dalle deportazioni nascondendosi con le sue sorelle nel collegio romano delle Suore di San Giuseppe di Chambéry.

Sceneggiatrice e giornalista, è autrice di molti romanzi sia per adulti sia per ragazzi; ha vinto con le sue opere numerosi premi letterari e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti. Nel 2012 le è stato conferito il Premio Pardès per la Letteratura Ebraica.

Testimone instancabile della Shoah, ha già raccontato in tante scuole, in tutta Italia, della sua espulsione dalla scuola pubblica e del convento romano che la nascose durante i rastrellamenti nazisti, dandole anche i documenti di una bambina cattolica, Maria Cristina: «Era un paradosso per un’ebrea portare il nome di Cristo e anche imparare a farsi il segno della croce per non insospettire le altre bambine. Ma decisi che avrei vissuto come una commedia quella tragedia. E quando da giornalista ho deciso di trasformarmi in scrittrice ho pensato di dover raccontare, riempendo di contenuti il terrore indistinto che avevo provato, la mia esperienza di bambina ebrea costretta a nascondersi in un convento per sfuggire ai nazisti».

La sua vita è stata da poco ricostruita, insieme a quelle di Liliana Segre, Tullio Foà e Guido Cava, vittime da bambini dell’orrore e della vergogna delle leggi razziali, nella docufiction “Figli del destino”, andata da poco in onda su Raiuno in prima serata e vista da tre milioni di spettatori.

«La memoria non è un semplice ricordo, è elaborazione. Più che mai necessaria in questo momento in cui la società non brilla per accoglimento. Nessuno voleva gli ebrei in fuga dai loro paesi, con una sorprendente analogia con il dramma contemporaneo dei migranti.» – così si è espressa Lia Levi in una recente intervista.

 

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